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	<title>IKIGAI</title>
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	<description>IKIGAI è il programma di accelerazione imprenditoriale e professionale di Fondazione MPS, in collaborazione con Pluriversum</description>
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	<title>IKIGAI</title>
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		<title>Imprese dentro un mondo che cambia</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/imprese-dentro-un-mondo-che-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 14:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 31 agosto 2026, durante l’IKIGAI Founder Builder Summer Camp a Radicondoli, si è aperta una finestra sul contesto economico all’interno del quale nascono oggi nuove imprese. L’incontro, intitolato “Imprese dentro un mondo che cambia”, si è svolto in modalità online nella cornice storica...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="header-anchor-post"><strong>Il contesto: dal Founder Builder Summer Camp al quadro economico</strong></h2>
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<p>Il 31 agosto 2026, durante l’IKIGAI Founder Builder Summer Camp a Radicondoli, si è aperta una finestra sul contesto economico all’interno del quale nascono oggi nuove imprese. L’incontro, intitolato “Imprese dentro un mondo che cambia”, si è svolto in modalità online nella cornice storica di Palazzo Bizzarrini, con l’introduzione e la moderazione di Anna Giulia Amman.</p>
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<p>Sono intercorsi gli interventi di Marco Forte, direttore generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e di Marco Grazzi, professore di Politica economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Forte ha analizzato il presente a partire dal territorio senese e dalle ragioni per cui la Fondazione lo sostiene; Grazzi ha allargato lo sguardo all’Italia, all’Europa e all’economia mondiale, collegando i dati macroeconomici alle condizioni concrete in cui si fa impresa. Nel confronto conclusivo, Ester Vigilante (alla guida della Direzione Operativa di IKIGAI e al coordinamento del Founder Builder Summer Camp) ha riportato la discussione sul significato politico e sociale del fare impresa.</p>
<p>La domanda che ha attraversato l’intero webinar è stata semplice solo in apparenza: che senso ha avviare un’impresa in un Paese che cresce poco, investe poco e offre alle nuove generazioni prospettive più fragili rispetto a quelle vissute da chi le ha precedute? La risposta emersa non è stata consolatoria: prima di parlare di opportunità, è stato necessario guardare in faccia i vincoli.</p>
<h2></h2>
<h2 class="header-anchor-post"><strong>Marco Forte: cambiare la geografia economica del territorio</strong></h2>
<p>Forte ha delineato il quadro socio-economico della provincia di Siena, descrivendo un territorio segnato da una demografia sfavorevole: poche nascite unite a un progressivo invecchiamento della popolazione. Non si tratta soltanto di una questione anagrafica. Quando aumenta la quota di persone anziane rispetto alla popolazione attiva, crescono la pressione sul sistema di welfare, il bisogno di assistenza e la difficoltà di sostenere pensioni e servizi con una base lavorativa più ristretta.</p>
<p>A questa fragilità si aggiunge una struttura economica poco dinamica. L’agricoltura ha svolto storicamente un ruolo centrale, mentre l’industria non ha mai consolidato una presenza forte e duratura. Il territorio si è appoggiato soprattutto sui servizi tradizionali — settore bancario, pubblica amministrazione, sanità — e sul turismo. Quest’ultimo rimane una risorsa importante e resiliente, ma, nelle sue forme più diffuse, genera spesso un basso valore aggiunto e può produrre effetti estrattivi: pressione sul mercato degli affitti, costi sociali e ambientali, stravolgimento dei centri storici e proliferazione di impieghi meno qualificati o scarsamente remunerati.</p>
<p>Il problema non risiede soltanto nei settori esistenti, ma nella tipologia di imprese che li compongono. La prevalenza di microimprese comporta spesso una ridotta dotazione di capitale, minore capacità di innovare e assumere personale, scarse opportunità di formazione e carriera, tutele più deboli e retribuzioni che faticano a reggere l’impatto dell’inflazione. Se la “torta” del valore aggiunto è ridotta, resta ben poco da distribuire tra capitale e lavoro.</p>
<p>Forte ha descritto Siena come un territorio storicamente abituato alla rendita: prima agraria, poi finanziaria e immobiliare, sostenuta da stipendi e pensioni maturati in una stagione economica più favorevole. Una ricchezza tuttora visibile, ma insufficiente a generare un nuovo sviluppo. Il rischio è quello di conservare una buona qualità della vita senza costruire una solida qualità economica: un luogo da cui la popolazione giovanile parte per lavorare altrove e in cui fa ritorno soltanto per le vacanze.</p>
<p>Da qui scaturisce il ruolo attribuito all’università, al distretto delle biotecnologie e ai programmi di IKIGAI. Per la Fondazione, sostenere formazione, innovazione e nuove realtà imprenditoriali significa provare a cambiare la geografia economica del territorio: creare attività capaci di radicarsi, offrire retribuzioni e percorsi di carriera migliori, esercitare attrazione verso le persone giovani e stimolare nuovi arrivi.</p>
<p>Nel confronto finale, Forte ha usato parole ancora più nette sul rapporto intergenerazionale: le generazioni precedenti hanno beneficiato di trattamenti pensionistici e condizioni economiche finanziati anche tramite il debito, lasciando in eredità un sistema più gravoso. Tuttavia, ha rifiutato di trasformare questa realtà in un alibi per l’immobilismo. In un contesto caratterizzato da scarsa presenza imprenditoriale e da poca innovazione, chi porta competenze e soluzioni nuove può trovare spazi persino maggiori. Oggi, inoltre, si dispone di strumenti che chi faceva impresa nel dopoguerra non aveva: un accesso più ampio all’università, tecnologie avanzate, programmi di formazione dedicati, il sostegno delle fondazioni e un sistema di welfare universale che, per quanto indebolito, continua a garantire tutele.</p>
<p>Il vero elemento mancante, secondo Forte, è la fiducia nel futuro. Più ancora delle condizioni materiali, è questa sfiducia a frenare l’iniziativa. La sfida consiste quindi nel coniugare la qualità della vita toscana con standard ugualmente elevati sul piano del lavoro e della remunerazione.</p>
<h2></h2>
<h2 class="header-anchor-post"><strong>Marco Grazzi: conoscere i vincoli senza farsi paralizzare</strong></h2>
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<p>Grazzi ha collocato fin da subito la vicenda senese all’interno di un quadro più ampio. La crisi demografica e la debole crescita della produttività non costituiscono più problemi esclusivamente italiani, ma sono al centro del dibattito anche nelle economie scandinave e nell’intera Europa.</p>
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<p>Per delineare il contesto, ha richiamato tre fonti principali: la Relazione annuale della Banca d’Italia, il rapporto Draghi sulla competitività europea e l’Economic Outlook dell’OCSE. Il punto di partenza è una crescita italiana stabilmente debole, inferiore all’1%. Grazzi ha ricordato i limiti del PIL — che misura soltanto ciò che transita sul mercato, trascurando ad esempio il lavoro di cura non retribuito — ma ne ha evidenziato l’utilità per mettere a confronto Paesi ed epoche differenti.</p>
<p>Un dato apparentemente positivo, come il valore delle esportazioni, può rivelarsi ingannevole se analizzato isolatamente. L’Italia, per esempio, si colloca ai vertici europei nell’export farmaceutico, ma trattiene soltanto una quota ridotta del valore generato dalla filiera. Le fasi più remunerative — ricerca, innovazione, sperimentazione clinica e brevetti — si concentrano spesso all’estero, mentre sul territorio nazionale rimane prevalentemente la produzione fisica. Di conseguenza, figurare tra le principali realtà esportatrici non equivale automaticamente a creare e trattenere ricchezza.</p>
<p>Tra i segnali più preoccupanti, Grazzi ha evidenziato la contrazione dei programmi di investimento annunciati dalle imprese italiane per il 2026. Poiché gli investimenti odierni pongono le basi per la capacità produttiva e la crescita di domani, il loro calo prefigura opportunità più limitate per gli anni a venire.</p>
<p>Sul fronte della finanza pubblica, l’Italia presenta un paradosso solo apparente. Al netto degli interessi sul debito, il saldo primario è stato spesso positivo: lo Stato, al di fuori dei periodi di crisi più acuta, tende a spendere meno di quanto incassi. Tuttavia, l’enorme stock di debito accumulato impone una spesa per interessi tale da riportare il saldo complessivo in territorio negativo. Grazzi lo ha spiegato con l’analogia di una famiglia in grado di coprire le proprie spese correnti, ma non gli interessi del mutuo stipulato in passato.</p>
<p>Anche i dati sull’occupazione richiedono un’analisi approfondita. Il dato complessivo sulla popolazione occupata mostra una certa tenuta, ma non specifica la natura dei posti di lavoro creati, le tipologie contrattuali, i livelli salariali o la capacità di generare valore. A livello europeo pesa inoltre il costo dell’energia, superiore a quello sostenuto da molte economie concorrenti e reso più volatile dalle tensioni geopolitiche. Le previsioni di crescita per l’Europa rimangono inferiori a quelle degli Stati Uniti e della media globale, mentre il debito è stimato in aumento in diversi Paesi OCSE.</p>
<p>In un panorama in prevalenza critico, Grazzi ha evidenziato almeno un traguardo concreto: dal 2000 a oggi l’efficienza energetica è aumentata in numerose economie OCSE. Le politiche legate al Green Deal e alla transizione ecologica non sono rimaste mere dichiarazioni d’intenti, ma hanno prodotto risultati misurabili.</p>
<p>L’attenzione si è poi spostata sul rischio d’impresa. I dati relativi agli Stati Uniti mostrano che le nuove realtà imprenditoriali affrontano un tasso di mortalità elevato: circa una su cinque fallisce entro il primo anno e, a distanza di cinque anni, ne rimane attiva soltanto la metà. Pesano l’inesperienza, la fragilità finanziaria e una struttura organizzativa ancora embrionale.</p>
<p>Grazzi non ha addolcito questi numeri: “Non mi interessa lasciare delle note di speranza positive”, ha precisato. Il suo obiettivo era fornire elementi per sostenere lo spirito d’impresa senza mistificare la realtà. Se la scelta di avviare un’attività dipendesse solo da un calcolo statistico, sarebbe difficile trovare la spinta per farlo. Tuttavia, l’imprenditorialità comprende anche la gratificazione della creazione, un impulso che Keynes e Schumpeter collocavano ben oltre la razionalità economica.</p>
<p>Si osserva inoltre una trasformazione strutturale che apre nuovi spazi. Per decenni le grandi aziende hanno svolto internamente gran parte delle attività di ricerca e sviluppo; gradualmente hanno ridimensionato questi investimenti, preferendo acquisire o finanziare realtà più piccole che sviluppano tecnologie strategiche per il loro business. Alle categorie classiche dell’imprenditorialità guidata da opportunità (<em>opportunity-driven</em>) o da necessità (<em>necessity-driven</em>) si affianca così un terzo modello: nuove imprese innovative che occupano lo spazio lasciato libero dal disimpegno dei grandi gruppi dalla ricerca interna.</p>
<p>A dimostrazione delle potenzialità ancora presenti nel Paese, Grazzi ha citato un esempio concreto: un’impresa attiva nella microrobotica chirurgica ha scelto di operare in Italia non solo per legami affettivi, ma per la presenza di competenze scientifiche e ingegneristiche di altissimo livello, a costi competitivi rispetto ad altri ambiti internazionali. Anche la società acquirente estera ha poi stabilito di mantenere in Italia le attività operative, produttive e di innovazione. Il capitale umano italiano rappresenta dunque una risorsa concreta; la vera sfida consiste nel saperlo valorizzare anziché spingerlo a emigrare.</p>
<h2></h2>
<h2 class="header-anchor-post"><strong>Ester Vigilante: fare impresa significa assumersi una responsabilità</strong></h2>
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<p>Nel confronto conclusivo, Ester Vigilante ha preso la parola per inserire un elemento rimasto fino a quel momento in secondo piano: la responsabilità sociale e civile di chi decide di fare impresa.</p>
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<p>Vigilante ha ripreso un concetto guida proposto fin dall’apertura del Founder Builder Summer Camp: la responsabilità. “Fare azienda significa anche essere responsabili”, ha sottolineato. Un’impresa non agisce isolata nel mercato: man mano che si consolida e cresce, influisce sulle condizioni di lavoro, orienta i comportamenti individuali e collettivi, incide sul territorio e acquisisce capacità di interlocuzione con le istituzioni.</p>
<p>Per questa ragione, ai diritti di chi intraprende — il diritto di realizzare un progetto, ricevere supporto e operare in un ambiente favorevole — si affiancano precisi doveri. Tra questi, secondo Vigilante, rientra l’impegno a costruire condizioni migliori pur in un contesto incerto: generare occupazione dignitosa, esercitare il proprio ruolo economico in modo consapevole ed evitare di riprodurre le distorsioni del sistema.</p>
<p>L’intervento non smentiva la durezza del quadro tratteggiato da Forte e Grazzi, ma ne ribaltava la prospettiva: non ci si deve chiedere soltanto “quali condizioni troviamo?”, ma anche “quali condizioni contribuiamo a creare?”. Se le imprese sono parte integrante della società, la modalità con cui vengono fondate, gestite e sviluppate costituisce una scelta con ricadute collettive.</p>
<h2></h2>
<h2 class="header-anchor-post"><strong>Conclusioni: conoscere il contesto per provare a cambiarlo</strong></h2>
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<p>L’incontro non ha nascosto le criticità congiunturali del presente: crescita contenuta, debito elevato, investimenti limitati, costi energetici alti, salari deboli, calo demografico e alto rischio per le nuove aziende. Ignorare questi fattori renderebbe qualunque iniziativa d’impresa fragile, non coraggiosa.</p>
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<p>Al contempo, sono proprio le lacune del sistema a indicare dove si aprono spazi d’azione: nei settori a elevato valore aggiunto, nella ricerca applicata, nelle tecnologie che i grandi gruppi non sviluppano più internamente, nei servizi mirati ai bisogni di una popolazione che cambia e nelle attività che trasformano le competenze territoriali in valore e lavoro qualificato.</p>
<p>Il confronto che si è sviluppato tra speaker e partecipanti ha permesso di trovare raccordare questi aspetti con la responsabilità morale e sociale di chi fa impresa. Avviare un’azienda non è solo un’opportunità individuale, ma significa contribuire a creare ciò che oggi manca: lavoro dignitoso, innovazione, capacità produttiva, prospettive per chi desidera rimanere e un impatto attivo sul territorio. Le condizioni di partenza non sono immutabili: vengono costruite, o lasciate degradare, anche attraverso le organizzazioni che si sceglie di fondare e far crescere.</p>
<p>Questo è forse l’insegnamento più prezioso per chi sta progettando un nuovo progetto imprenditoriale: comprendere il contesto serve a compiere scelte più consapevoli, non a rinunciare a decidere. L’impresa non può risolvere da sola i problemi strutturali di un Paese, ma rappresenta uno dei luoghi in cui costruire risposte concrete. Non una fuga dai vincoli, ma una modalità consapevole per addentrarsi nella realtà e provare a trasformarla.</p>
<p><strong>Nota redazionale</strong></p>
<p><em>Testo rielaborato con AI a partire dalla registrazione e dalla trascrizione automatica del webinar. La forma linguistica è stata perfezionata per la lettura, mantenendo inalterato il contenuto originario degli interventi.</em></p>
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		<title>Tool AI e automazioni — Webinar AI Agents</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/tool-ai-e-automazioni-webinar-ai-agents/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:36:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione ad agenti AI e automazioni (n8n) per collegare applicazioni ed eliminare il lavoro ripetitivo. Con Filippo Ferri, mentor Ikigai.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione ad agenti AI e automazioni (n8n) per collegare applicazioni ed eliminare il lavoro ripetitivo. Con Filippo Ferri, mentor Ikigai.</p>
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		<title>Sartoria creativa con il CdG</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/sartoria-creativa-con-il-cdg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 10:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Habitat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l'evento del Lab Day si organizza un secondo incontro di sartoria creativa in cui ridare vita a capi vecchi, usurati o che non si indossano più.</p>
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		<title>Lavorare in povertà</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/tool-ai-e-automazioni-webinar-ai-agents-copy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:15:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Scintille]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro povero in Italia: quando un'occupazione non garantisce reddito né tutele. Focus su cura, servizi, Terzo Settore, agricoltura e turismo, tra salari bassi e contratti deboli.</p>
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		<item>
		<title>Webinar AI ACT</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/webinar-ai-act/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Webinar per founder sull'AI Act e le nuove regole per l'intelligenza artificiale. Panoramica pratica su obblighi normativi, rischi e opportunità strategiche. Focus su come innovare e crescere in conformità al quadro europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ikigaihub.it/webinar-ai-act/">Webinar AI ACT</a> proviene da <a href="https://www.ikigaihub.it">IKIGAI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Webinar per founder sull&#8217;AI Act e le nuove regole per l&#8217;intelligenza artificiale. Panoramica pratica su obblighi normativi, rischi e opportunità strategiche. Focus su come innovare e crescere in conformità al quadro europeo.</p>
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		<item>
		<title>Claude Network (workshop AI agentica)</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/claude-network-workshop-ai-agentica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Habitat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione ad agenti AI e automazioni (n8n) per collegare applicazioni ed eliminare il lavoro ripetitivo. Con Filippo Ferri, mentor Ikigai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ikigaihub.it/claude-network-workshop-ai-agentica/">Claude Network (workshop AI agentica)</a> proviene da <a href="https://www.ikigaihub.it">IKIGAI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Workshop pratico sull&#8217;uso di agenti AI (Claude Cowork) per riorganizzare dati e automatizzare processi aziendali.</p>
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		<item>
		<title>Trekking con Cristiano</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/trekking-con-cristiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 14:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Informali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due passi (9,5km) nel verde con appassionati di innovazione, tecnologia e startup perchè il benessere, sopratutto del founder, avviene a 360° a IKIGAI.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ikigaihub.it/trekking-con-cristiano/">Trekking con Cristiano</a> proviene da <a href="https://www.ikigaihub.it">IKIGAI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due passi (9,5km) nel verde con appassionati di innovazione, tecnologia e startup perchè il benessere, sopratutto del founder, avviene a 360° a IKIGAI.</p>
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		<item>
		<title>Contrattualistica</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/contrattualistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:59:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Habitat]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ikigaihub.it/?p=14921</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una serata su come leggere davvero un contratto di lavoro e cosa spesso non si conosce. Con Duccio Valerio (Mu.St) e Duccio Romagnoli (NidiL CGIL), a seguire aperitivo e networking.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ikigaihub.it/contrattualistica/">Contrattualistica</a> proviene da <a href="https://www.ikigaihub.it">IKIGAI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una serata su come leggere davvero un contratto di lavoro e cosa spesso non si conosce. Con Duccio Valerio (Mu.St) e Duccio Romagnoli (NidiL CGIL), a seguire aperitivo e networking.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Book club in inglese</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/book-club-in-inglese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 19:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Habitat]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ikigaihub.it/?p=14926</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'English Book Club all'IKIGAI Hub di Siena è letteratura viva, senza sovrastrutture accademiche. L'inglese oggi è un must assoluto, e questo format è il metodo più diretto per imparare a esprimersi senza paura del giudizio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ikigaihub.it/book-club-in-inglese/">Book club in inglese</a> proviene da <a href="https://www.ikigaihub.it">IKIGAI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;English Book Club all&#8217;IKIGAI Hub di Siena è letteratura viva, senza sovrastrutture accademiche. L&#8217;inglese oggi è un must assoluto, e questo format è il metodo più diretto per imparare a esprimersi senza paura del giudizio.</p>
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		<title>Overshoot Day</title>
		<link>https://www.ikigaihub.it/overshoot-day/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Talia Savchenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 19:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ikigaihub.it/?p=14928</guid>

					<description><![CDATA[<p>Incontro su Earth Overshoot Day, impronta ecologica e biocapacità: crescita quantitativa vs sviluppo qualitativo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Incontro su Earth Overshoot Day, impronta ecologica e biocapacità: crescita quantitativa vs sviluppo qualitativo.</p>
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